Teatro Galli: si scaverà nel sottosuolo per creare i vani tecnici

Teatro Galli, l’amministrazione comunale precisa:

Il progetto esecutivo di Ricostruzione del Teatro Galli prevede la realizzazione di 1 piano seminterrato e di 2 piani interrati al di sotto del palcoscenico per la collocazione dei vani tecnici, dei magazzini, dei camerini e per l’alloggiamento degli apparati tecnologici della meccanica teatrale, che risultano essenziali per il funzionamento del teatro.

La scelta di operare un restauro filologico (“Com’era, dov’era”) non ha permesso di individuare volumi di adeguate dimensioni nella porzione in elevazione dell’edificio.

Lo scavo per la realizzazione dei 2 piani interrati, viene spinto fino ad una profondità di circa 9 mt. dal piano stradale di Piazza Malatesta.

Per quanto riguarda l’aspetto economico della realizzazione dei 2 piani interrati in aggiunta al piano seminterrato previsto anche nel progetto della Soprintendenza che prevedeva una soluzione con fondazione superficiale, la stima dei costi può essere valutata in circa 2.000.000 Euro di opere strutturali ulteriori e in 400.000,00 Euro per le opere di finitura, come proposto dal Raggruppamento costituito dalla Ditta CESI di Imola e dalla Cooperativa Costruzioni di Bologna aggiudicatario della gara di appalto, dal momento che numerose lavorazioni devono comunque essere eseguite quali ad esempio i pali di fondazione.

Nella zona relativa alla sala del Teatro, su indicazione della Soprintendenza Archeologica di Bologna, si è deciso di eseguire lo scavo archeologico esteso a tutta la superficie fino ad una profondità di circa 1.45 mt. dal piano di Piazza Cavour, non previsto nel progetto esecutivo approvato, in luogo dei sondaggi puntuali previsti originariamente da effettuare in prossimità delle nuove strutture necessarie per la ricostruzione del Teatro, al fine di verificare la possibile presenza di resti archeologici risalenti all’età romana imperiale.

Questa soluzione ha comportato un aumento della cubatura di scavo archeologico nella zona relativa alla sala, ma tale soluzione permetterà di rendere visitabili i trovanti archeologici rinvenuti durante le fasi di scavo, unitamente all’impianto architettonico della cavea realizzata da Poletti.

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