M5S Rimini: “Il Metrò di Costa può essere bloccato”

Riceviamo & Pubblichiamo

Solo pochi giorni fa, in Commissione Consiliare Congiunta controllo e bilancio, si è discusso di Trasporto Rapido Costiero e di quanto costerebbe fermare ora questo inutile e dispendioso progetto. Sono stati elencati molti numeri, fatte molte stime, ma, soprattutto, sono stati rappresentati molti punti di vista.

Il Direttore di AM, Ing. Dalprato, ha informato la Commissione che il progetto costerà “solo” 99 milioni di Euro (più altri 40 milioni per farlo arrivare alla Fiera, tratta non finanziata, ma che … neanche a dirlo abbiamo già progettato e quindi pagato!) e che fermarlo adesso costerebbe 51 milioni di Euro. La cifra che provvidenzialmente, per chi sostiene il TRC, passa di poco la metà della spesa da sostenere è, secondo il nostro punto di vista, ma anche secondo quello dei cittadini a cui viene sventrata la casa, parecchio opinabile.

Ci spieghiamo meglio. Non ci ritroviamo con una spesa a terra di lavori per 51 milioni. I danari già spesi in realtà sono 28 milioni, di cui 9.5 milioni sono serviti a costruire sottopassi che, comunque vada, rimarranno.

Nel conteggio quindi dei 28 milioni vengono inseriti a anche 5,5 milioni di euro di Acquisizione Aree di cui 2.511.865,80 € di espropri, ma a quanto ci risulta e in base a quanto di può leggere nei conti stessi che l’Ing. Dalprato ha fornito in commissione fin’ora sono stati realmente già liquidati 573,337,50 € di espropri. Non è dato sapere se forse ci ha pensato qualcun altro a pagare gli espropriati!

Dunque nei 51 milioni di euro sono stati contabilizzati sia i costi già sostenuti sia quelli da sostenere.

E questo non è certo un dato di poco conto.

E veniamo al costo degli espropri: abbiamo ragione di ritenere, che la maggior parte degli espropriati restituirebbe molto volentieri i denari ricevuti a titolo di indennizzo delle aree pur di non avere un autobus che gli passa a pochi centimetri dalle finestre. Facilmente ipotizzabile una serena transazione.

Ricapitoliamo finora sono stati spesi in opere che non rimarrebbero 18,5 milioni di Euro ai quali occorre sottrarre altri 1,938,528,30 milioni di Euro (spesi solo 573,337,50 in espropri) per arrivare a 16,561,472 Ml €. Questo è quello che è stato speso fino ad oggi in cose che non rimarranno e la cifra si potrebbe ridurre ulteriormente attraverso un patto con i già espropriati, senza contare poi il fatto che nel computo c’è qualche milioncino di Euro in prestazioni professionali per cui gli amministratori del progetto hanno usato tecnici comunali come fossero risorse esterne.

Continuando a leggere i conti, che già a questo punto si rivelano parecchio interpretati, ci troviamo di fronte ad altri 19 milioni di Euro dal titolo “Risarcimenti e/o prestazioni già in corso d’opera”.

In questo paragrafo troviamo delle cose interessanti, ad esempio il costo dell’autobus. Un autobus di linea, magari Mercedes, urbano, 18 metri e quattro porte costa circa 520.000 Euro, il mezzo per il TRC costa 1.9 milioni di Euro, perché? Perché si guida da solo, ma a quanto ci risulta a noi mancano i soldi, non gli autisti di autobus. Con una differenza di 1,380,000 € per autobus a quanti autisti dai lo stipendio e per quanto tempo? L’obbiezione, come sempre quando di parla di TRC, è “ma l’abbiamo già quasi comprato”, anche in questo caso la soluzione è semplice. Visto che il PD non ha restituito i rimborsi elettorali, ne ha intenzione di farlo, che se lo compri lui l’autobus più caro del mondo, ci può fare la prossima campagna elettorale. Così possiamo togliere dalla somma altri 1.9 milioni di Euro dai conti futuribili.

Continuando nel medesimo paragrafo, a parte 1.5 milioni di Euro per il completamento del sottopasso Pascoli-Poerio che, in quanto opera utile anche ad altri scopi sottoscriviamo, troviamo 15.6 milioni di Euro in penali di risoluzione contratti e costi management.

Quindi, ammesso e non concesso che i conti forniti siano esatti vista l’inesattezza della reale cifra pagata agli espropriati, la realtà appare un po’ diversa da come ci è stata prospettata. Fermare l’opera più inutile della storia di Rimini non ci costerebbe 51 milioni di Euro. Sono stati già spesi 16.5 milioni in cose che non rimarranno, tipo le consulenze, e se ne spenderanno altri 15.6 come conseguenza di una decisione sbagliata presa quasi 20 anni fa e che nessuno si è preso la briga di correggere.

Secondo il conto fornito ci sarebbero anche 4 milioni di Euro per la chiusura del procedimento espropriativo, ma non ne teniamo conto seguendo le istruzioni dello stesso documento fornitoci che, come nota a fondo pagina, ci dice che da tali quantificazioni sono esclusi tutti gli oneri derivanti dalle cause legali, vertenze e richieste risarcimento danni pressoché certe da parte degli espropriati. Dunque se non sono considerati non li consideriamo.

Fermando ora il TRC ci guadagniamo per diversi motivi. Il primo dei motivi è che è assolutamente inutile.I costi di gestione infatti – verosimilmente sottostimati, tenuto conto che il nostro caro filobus rimane dov’è sempre stato – saranno la nota dolente per le prossime generazioni!

Il secondo motivo, banalmente, è che nessuno la vuole. Si stanno spendendo 100 milioni di Euro per deviare un ricavo che esiste già, quello della linea 11, in un faraonico senso unico alternato i cui avventori sarebbero studenti nella stagione invernale, turisti e “portoghesi” in quella estiva, se non fosse che gli studenti preferirebbero quei soldi spesi in aule migliori piuttosto che in un mezzo che li lascia ancora più lontani da dove devono arrivare, i “portoghesi” non pagano in biglietto e ai turisti gli si toglie il piacere di una gita sul lungo mare.

Attenzione perché quest’opera e la megalomania di chi ci amministra non hanno finito di minacciare le nostre risorse, infatti nei progetti dei nostri Gheddafi romagnoli c’è anche l’estensione della linea alla Fiera, già ottimamente servita dalle ferrovie dello Stato, per la modica aggiunta di 40 milioni di Euro. D’altronde in un’era di prosperità come quella attuale…

E l’interesse pubblico sul TRC non c’è? Se oggi proprio in nome dell’interesse pubblico si vuole giustificazione l’inversione “mattonara” tipica riminese, da parte degli stessi soggetti politici che l’hanno determinata, non è forse ipotizzabile anche qui?

Nel frattempo l’Assessore Faieta da Pescara ci fa sapere che da loro il Trc è costato 25 milioni di Euro, 30 con gli espropri. Se volete togliete pure i 9.5 milioni per i sottopassi rimane una differenza di quasi 60 milioni, da attribuire a cosa? Ai posteri l’ardua sentenza.

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