Teleriscaldamento. Una telenovela infinita.

Rimini – Quella dei Teleriscaldati di Viserba, circa 400 famiglie, sembra una telenovela continua.
Questi cittadini si chiedono se sia davvero intenzione di questa amministrazione e di SGR trovare una soluzione, oppure verificare se ci sia del dolo da parte di alcuni o no nella progettazione degli impianti, ad esempio. Le proteste dei residenti nelle palazzine del nuovo Peep di Viserba si fanno sempre più insistenti ed anche per forza.
Riceviamo e pubblichiamo un comunicato del MoVimento 5 Stelle di Rimini, sempre più intenzionato ad aiutare questi cittadini nella loro protesta.
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Il Teleriscaldamento è un impianto di cogenerazione, ossia un processo di estrazione di energia meccanica trasformata poi in energia elettrica ed in calore, utilizzato per il riscaldamento. A Rimini, per fare un esempio, si brucia gas in delle turbine che producono elettricità e l’acqua utilizzata per raffreddare le medesime viene usata come riscaldamento dei comparti Peep di Marecchiese, Gaiofana e Viserba.
In termini pratici è una grande centrale di riscaldamento centralizzato che produce anche energia elettrica. Raccontata così sembra una cosa buona e, in effetti, se applicato con giusti criteri, fa risparmiare al territorio tante canne fumarie da essere uno degli strumenti raccomandati dal Protocollo di Kyoto.
Esiste però in Italia un’ imbarazzante vuoto normativo che si lascia colmare un pò troppo liberamente dai regolamenti comunali, infatti le modalità di fornitura del servizio sono regolate da un contratto tra il Comune ed il gestore. A Rimini con Città Servizi S.P.A. il Comune è socio di maggioranza della gestione del Teleriscaldamento, socio in minoranza, formalmente, sarebbe SGR. Questo dovrebbe essere garanzia di controllo del Pubblico sul Privato. Lo è?

A quanto pare più di 400 cittadini riminesi e Teleriscaldati pensano di no. Il numero appena citato viene fuori da una raccolta firme che l’avvocato Steven Niccoli ha dovuto presentare al Comune per dimostrare di essere effettivamente rappresentativo. Conoscete un servizio pubblico, sottolineiamo pubblico, che abbia ricevuto la contrarietà certificata di 400 cittadini? Pensateci. E’ successo all’ospedale, ai Vigili del Fuoco, alla Polizia, all’Acquedotto?
Dunque qual è il problema, per il quale il 14 febbraio si terrà anche un’udienza al T.A.R. di Bologna e che, dopo molte pressioni, ha costretto il Comune a votare un Provvedimento Congiunto, nonché ad allestire una commissione tecnica?
Il problema è la tariffa che pagano i Teleriscaldati. Stiamo parlando di fatture mensili, solo per il riscaldamento, gas cucina e acqua calda sanitaria vengono pagate separatamente, dalle 150,00 € alle 500,00 € mensili. Nonostante in prima battuta questa Amministrazione, SGR e Acer abbiamo tentato di minimizzare, evocando concatenazione di eventi irripetibili, le bollette sono rimaste le medesime nel corso degli anni.
Problemi, anche se dichiara di rimetterci, non sembrano esserci per il gestore SGR di cui ricapitoliamo i vantaggi:
· SGR, data la natura del servizio, paga il gas 30% in meno

· SGR, data la natura del servizio, ottiene finanziamenti ed incentivi che, ad oggi, non ha ancora diviso, come da bando, con gli utenti.

· SGR, data la struttura tecnica del Teleriscaldamento, impone un monopolio e non ha concorrenti sul libero mercato.

· SGR, partecipando al bando, ha accettato di praticare tariffe del 30% più basse del tradizionale impianto di riscaldamento a caldaia, ma attualmente parla solo di tariffe uguali al sistema tradizionale.

· SGR a fronte di una tariffa che, anche se non fosse alta come sostengono i Teleriscaldati, non si può definire più bassa del normale ha la possibilità di cogenerare e rivendere energia elettrica, aumentando considerevolmente il proprio guadagno.

· I prossimi progetti di Edilizia del Comune saranno tutti automaticamente clienti del Teleriscaldamento SGR, vedi Ecomostro Ex Macello (chiamato dai più il “ Prossimo Macello”) e anche, perché no, le 6 aule prefabbricate di cui il Vice Sindaco Lisi ha già annunciato la consegna a settembre 2013.

Tutte queste considerazioni ci spingono a tornare alla domanda principale. Il Comune, socio controllore, sta facendo quanto sarebbe richiesto dal suo ruolo? Le recriminazioni dei Teleriscaldati sono fondate? Analizziamo i fatti.
Non serve molta memoria (e comunque c’è youtube) per richiamare alla mente un candidato Sindaco che si fa filmare per spot elettorali in cui prende atto del problema ed evoca soluzioni forti come moratorie, ma poi cosa è successo in realtà? Nulla, almeno fino a quando i cittadini Teleriscaldati sono dovuti entrare in Consiglio Comunale per far capire l’impellenza delle loro necessità, tra l’altro assistendo ad un’operazione vergognosa in cui anziani, invalidi e madri con bambini hanno dovuto aspettare fino alle 23.00 che venisse discusso il loro punto, nel tentativo di fiaccare la loro volontà e farli desistere.

Dopodiché… 5 mesi per l’apertura del primo tavolo tecnico a causa di una relazione preliminare, nonostante l’Assessore all’Ambiente Sara Visintin avesse da tempo assicurato che il problema era allo studio, e sette tavoli tecnici che non porteranno assolutamente a nulla a causa della mancanza di un arbitrato neutrale. Meno male che, nel rimettere mano alle carte, l’Ing. Giorgio Coppola, funzionario dell’Ufficio Peep, ha dovuto dichiarare che i conti sugli oneri urbanistici pagati dagli utenti di Viserba sono sbagliati per più di un milione di euro, i quali dovranno essere restituiti ai proprietari degli immobili. Un bel colpo di scena se si pensa che gli oneri sono stati arbitrariamente caricati sulla tariffa del teleriscaldamento senza nemmeno darne notizia ai proprietari degli immobili.

Dunque Gestore con troppi vantaggi, Amministrazione colpevolmente in ritardo, oneri urbanistici caricati arbitrariamente sulle tariffe e l’ennesimo inverno attraversato in un’apparenza formalmente corretta che però non serve niente a cittadini con un problema reale e non di forma. Situazione palesemente irregolare e potenzialmente esplosiva mantenuta tale aspettando cosa?
Forse il 2015, data in cui il Comune, per effetto del Patto di Stabilità, dovrà dare via le sue partecipazioni in Servizi Città S.P.A.. Nel frattempo però, conoscendo benissimo la problematica, si continua con una certa scioltezza a fare progetti in cui il Teleriscaldamento sarà lo strumento unico ed un monopolio privato di fatto.
Come nostro costume diamo testimonianza di ciò che accade in modo che la nostra esperienza locale possa servire anche a livello nazionale, anche in considerazione del fatto che, viste le innumerevoli sentenze T.A.R. a sfavore dei gestori dei Teleriscaldamenti in tutta Italia, sembrano profilare un problema piuttosto diffuso.

MoVimento 5 Stelle Rimini

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