Grande successo per Gladys Rossi nella Traviata del Capodanno riminese

rsz_csc_0217-002Il primo giorno dell’anno con la Traviata di Giuseppe Verdi.
Son da ben dieci anni che si svolge l’opera lirica il primo giorno dell’anno a Rimini.
Pubblico delle grandi occasioni e pochissimi i posti liberi. Tante le facce note come l’ex sindaco Ravaioli e signora, i veri fautori del coro lirico Galli a Rimini e del concerto del primo dell’anno. L’attuale sindaco? Non pervenuto, peccato, ma per lui.
Questa edizione ha visto finalmente una romagnola come Gladys Rossi, soprano, calcare il palco nel ruolo principale. Una Violetta immensa, ben al di sopra dei suoi compagni d’avventura, quasi da oscurarli. Ha uno spessore lirico e drammatico insieme e questo ruolo le calza alla perfezione dopo anni di repliche in tutte le parti del mondo nel ruolo di Violetta.
Bellissima nei costumi d’epoca che esaltavano lei e tutto il coro lirico città di Rimini A. Galli capace di mostrare una professionalità nel brano dei matatori e delle zingarelle che stupisce davvero.
Avete capito che la regia ha scelto una collocazione filologica dell’opera, ed alcune trovate drammaturgiche non ci sono affatto dispiaciute. Il regista è Antonio Panizza che ha preso il testimone lasciato da Ivan Stefanutti che ci aveva abituati a regie e scene mastodontiche ma che non gli sfigura affianco
Ci è piaciuto lo sdoppiamento di Violetta all’inizio e alla fine dell’Opera quando compare sul palcoscenico una fanciulla triste che ci preannuncia un finale tragico nei movimenti e nei gesti convulsi.
Quando le due Violette sono in scena insieme il dramma diventa molto toccante come una verità riflessa in uno specchio gigante.
Come detto sopra, il coro ha dato prova di grande professionalità e in tutte le sue uscite si è dimostrato sicuro e musicale.
Sotto tono gli altri protagonisti, per diversi motivi.
Il tenore Paolo Lardizzone è giovane e focoso come Alfredo, prende tutti gli acuti, che sono tanti in Traviata, ma sul recitativo, sui piano e sulle note basse è ancora troppo immaturo. La sua “Parigi o cara” è al limite dell’ascoltabile.
Stesso vale per il baritono Andrea Seze, che si capisce abbia maturato anni di esperienza nel ruolo, ma ha perso forza vocale e in troppi punti non ha saputo reggere il tempo dell’orchestra oltre che saltare diverse battute.
Il direttore M° Matteo Salvemini ha dato una prova migliore rispetto alla generale, ma ci troviamo distanti dai suoi accelerato poco costruiti e a dirla tutta con un numero maggiore di archi avrebbe potuto colorare il più tutto e meglio.

Edwige

4 thoughts on “Grande successo per Gladys Rossi nella Traviata del Capodanno riminese

  1. Ho avuto la fortuna di assistere alla prima di ieri, mi sono entusiasmato per Gladys Rossi…..bella e bravissima…..l’avevo vista ed ascoltata a dei concerti a Bellaria, sua citta’, ma mai in opera completa……entusiasta! (Come dice l’articolo il resto puro contorno…..)

      • certo….complimenti anche al coro Galli…….per essere sincero e senza voler fare l’intenditore sono stati un po’ scarsi gli altri interpreti vocali……tenore e baritono, ma la cosa piu’ scarsa in assoluto e’ la resa acustica della voce: la stessa Gladys Rossi ascoltata la sera di Santo Stefano nella sala del palazzetto di Bellaria in concerto era ancora meglio. Al palazzo dei congressi la voce, pur buona, si disperde in un ambiente grande e alto……..speriamo nel Teatro Galli…….

  2. condivido appieno. Gladys è un soprano lirico non deve certo sfondare con la voce ma in una sala così grande è stata fin troppo brava. Bruno

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