Gnassi non ha rispetto per la Lirica

Rimini – Tra Ravaioli e Gnassi vi è un abisso culturale non di poco conto, almeno per quanto riguarda la musica classica. A volte, per non sfigurare, sarebbe sufficiente far finta o per lo meno far finta di essere interessati. L’occasione è stata la serata del 12 agosto scorso, dove il coro lirico Galli ha accompagnato le voci di quattro cantanti lirici in piazza Cavour. Tante cose non hanno funzionato, ci dispiace, vogliamo sottolinearlo. In primis un discorso sconclusionato del nostro giovane sindaco, il suo continuo “pistolare” al cellulare, il continuo pensare ai propri capelli. Poi la scelta sfortunata di girare il palco verso l’Arengo, il numero minore di sedie posizionate, la giovane orchestra del Lettimi un pò troppo giovane (per noi) per una serata del genere, le miss dello sponsor, metà platea riservata…il positivo c’è stato? Si è fatta cultura, sebbene mancasse in prima fila l’Assessore alla cultura di Rimini, c’era Ravaioli e consorte, confermando il suo attaccamento al coro Galli, c’era musica classica.

Vogliamo tuttavia pubblicare una lettera giunta in redazione.

Sogno(spero non infranto) di una notte di mezza estate-Lirica. Nozioni per l’uso

Ebbene, orbene orsù.

Iniziare a scrivere di getto a fresco dopo aver assistito ad un evento musicale è sempre raccomandabile, come raccomandabile è scrivere dopo aver realmente assistito ad un evento musicale come anche raccomandabile è frequentare intellettualmente la musica se ci si arroga il diritto di scrivere di musica. Prerequisiti accertati. Fidatevi.

Ebbene.

Se vi ho convinto a fidarvi di me potrei essere il vostro nuovo sindaco perché il mio potere di convincimento è dunque forte, ma se mi votaste mai un giorno, miei concittadini, io vi dirò la verità solo la verità.

Vi dirò che non ci capisco niente di fogne, né di trc, né tantomeno di rapporti di buon vicinato tra poteri.

Ma vi garantisco che capisco di musica. Orsù. Sono una conservatrice dei beni culturali e ho assunto a missione questo mio titolo accademico. Cerco nella mia modesta vita di assicurare la conservazione e la valorizzazione di ogni bene culturale dall’arte alla musica, estremo esempio di espressione umandivina a mio modesto e fortunatamente condivisissimo parere.

Valorizzo il patrimonio culturale della mia terra infatti sono guida turistica ufficiale della Provincia, porto a spasso per la mia meravigliosa città turisti a cui prometto a inizio visita di strabiliarli e mi ci gioco ogni volta litri di caffè a promessa non mantenuta. Ed ogni volta mi ritrovo lì con varesotti o trentini ad asciugarci le lacrime di commozione a vicenda di fronte al Duomo, o con reggiani che mi ringraziano commossi fra un consiglio di come annientare le zanzare tigre e una minibestemmina di fronte alla Cappella dei pianeti e io mi trovo a consolarmi come una povera fiammiferaia del loro compiacimento.

Ebbene. Tutto questo preambolo stupido ed appiccicoso l’ho fatto solo per immettermi nel discorso che mi sta più a cuore e che vorrei rivolgere al primo cittadino: il Sig. Gnassi.

Stasera (ieri sera ndr) ho assistito al concerto di ferragosto(anticipato) che annualmente si svolge in Piazza Cavour e che vede protagonista il nostro amato e bravissimo Coro lirico Galli.

Spettacolo bellissimo dove a brani famosissimi del melodramma italiano si alternavano brani d’operetta e canzoni del repertorio classico napoletano. Ebbene, che meraviglia! Non aggiungo altro. Ma lei, Sig. Sindaco mi dica. Lei che prima del concerto mi ha atterrito con un reiterato “saranno tempi duri stiamo coesi perché saranno tempi duri e sapete? Saranno tempi duri” ecco dicevo, dopo il terrorismo psicologico che ho avvertito l’ho osservata attentamente.

Non sono una guardona si intende, ma sa, sono esattamente 18 anni che seguo il coro lirico, non ho perso un concerto sono una melomane assetata di musica e avevo proprio voglia di capire che ne sarebbe stato della lirica sotto il suo mandato. E cosa ho visto? Ho visto che si è annoiato! E parecchio! Sig. Sindaco e basta con quel telefono sempre in mano mentre Rosina le è di fronte e la sta provocando con il suo “ma se mi tooooocano dov’è mio deeeebole sarò una viiipera sarò”

Ecco anche io sarò una vipera se mi toccano la mia lirica, se il comune non aiuterà a diffondere cultura musicale. Lo so che di lirica non si campa, ma alcuni di lirica ci vivono, ci condiscono le giornate, ci affogano i dispiaceri, si prostrano umili di fronte ad un accordo in minore.

E non sono in pochi sa? Sono tutti quelli che urlavano questa sera: “Teatro!”, sono quelli che vogliono il Galli e non ce la fanno più perché è ora di ridarcelo questo stramaledettissimo teatro.

Io mi offro assai umilmente di farle assaporare i piaceri della lirica. Vedrà la prossima volta, al prossimo concerto, riderà con Rossini, si commuoverà con Puccini, si ergerà tronfio con Verdi.

Condividerà la nostra passione…. E magari, nel prossimo consiglio comunale dirà: “ Primo punto all’ordine del giorno: lirica, teatro Galli, cultura. Si fa, si fa, si fa.

Con simpatia, Eleonora.

p.s. un sincero grazie a Ravaioli perché guardarlo commuoversi mentre ascolta il “suo” coro è davvero piacevole ed emozionante.

p.s.2 Gnassi….Ravaioli non si è perso un concerto! Dai che ce la fai anche tu!!!!

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