Cosa cambierà dopo il 13?

Rimini – Cosa cambierà dopo il 13 giugno? Questi “referenda” a cosa servono in realtà? E’ da un pò che ce lo chiediamo, e la puntata di Annozero di ieri sera ha chiarito qualche cosa, o meglio confermato. Lasciando perdere i geni della politica italiana presenti, la serata in sè non ha destato particolare clamore. Era Santoro che auto incensava se stesso e, giustamente, chiedeva alla dirigenza RAI “ma davvero volete che uno dei programmi più ascoltati del palinsesto emigri a LA7?”.

Escluso il monologo del giornalista, la discussione sui referenda ha assunto toni al limite del trash. Se vincessero i Sì, abbastanza scontato, e si superasse il quorum del 50% + 1, cosa cambierà a Rimini? Esclusi gli latri 3 quesiti per cui si chiede l’abrogazione, a noi interessa il bene primario: l’acqua. HERA Spa è il gestore privato dell’acqua, a partecipazione pubblica, e sebbene sia stato bacchettato da “monsignor” Vitali continuerà a gestire il servizio dell’acqua a Rimini. Il dubbio è: paghiamo il servizio idrico di Ridracoli e paghiamo in bolletta il servizio di Hera. Perchè paghiamo due volte? Si parla dei referenda come segnale politico. A chi? Ad una politica che già sappiamo corrotta. A Rimini cosa succederà dopo il 13? Gnassi cosa potrà mai dire oltre a quello che ha già “non detto”?

Redazione Rimini Reporter

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