Vecchia corderia…ennesima castronata riminese

Viserba – Tutti conoscono l’ex corderia lungo via Marconi a Viserba. Un lungo perimetro di mattoncini rossi sbarrato ed invalicabile ai più, ma già derubato all’interno delle sue enormi ricchezze, storiche e non. Fino a poco tempo fa si potevano udire i rintocchi regolari degli scalpellini che depredavano i mattoncini ed i laterizi per adornare oggi, in molte case del luogo, i camini ad esempio.

Lungo via Fattori la situazione è diversa e l’aspetto della cinta muraria si fa grigio e pericolante. All’interno s’intravede una selva ombrosa. Ci addentriamo, consapevoli di essere su un terreno privato che, per la verità, è teatro di raduni di sbandati, povera gente, clandestini ed anche giocatori di soft gun air (pistole ad aria compressa). Su youtube parecchie sono le testimonianze.

Cos’era la corderia per Rimini? Sicuramente il primo esempio di industria locale, capace di dare lavoro nei decenni a migliaia di lavoratori. Funi di canapa e lino. All’interno, nell’immensità degli spazi spogli, son ancora visibili i motori e le turbine diesel e a vapore utilizzati per all’attorcigliatura delle funi. Macchine enormi dal grande valore archeologico-industriale. In alcune sale son visibili, parzialmente intatti, anche alcuni dipinti realizzati dai prigionieri tedeschi durante la seconda guerra mondiale, quando la città di Rimini era tornata in mano alleata. Infatti divenne prima campo lavoro dei Tedeschi, poi retrovia alleata. Incredibile son ancora lì dopo oltre 60 anni. Qualcuno è caduto ma alcuni, due, son ancora lì, bellissimi.

Eppure, proprio gli edifici dove son presenti le macchine enormi, gli affreschi, e decine di alberi incredibili per maestosità, saranno abbattuti. Ma qual è il criterio? Non potrebbe essere recuperato almeno il complesso lato via Fattori come documento indelebile del fronte riminese e monumento di archeologia industriale? Ci dicono 40.000 mq di residenziale, su un totale di quasi 90 mila mq. Ma a Rimini abbiamo una esigenza abitativa. Dove? A noi non pare, anzi.

Al posto dei giganti verdi abbattuti verranno piantumati dei giovani alberelli che, effettivamente, prima di crescere e fungere da ombra e ricovero dei gazòtt necessiteranno di tanto tempo. Ci sarà anche una pista ciclabile, non rettilinea, ma una serpentina fra i palazzoni. La Sovrintendenza ha vincolato qualcosina, come il palazzo dell’Ingegnere, lato via Fattori, uno dei tre mulini interni (vi era un torrente dentro la corderia, che alimentava le turbine idroelettriche) ed il manufatto lato via Marconi.

Un’ultima considerazione: all’interno dell’area hanno trovato rifugio numerose specie animali selvatiche, come istrici, volpi, tassi, civette, gufi, e non continuiamo l’elenco. Sono presenti specie arboree come pioppi e tigli dal carattere monumentale. Insomma, un’oasi naturale che si è insediata all’interno di una fabbrica abbandonata, rifugio di volatili migratori, generoso polmone verde sconosciuto alla città!
Dove siete Viserbesi?

M.T. per Rimini Reporter

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3 thoughts on “Vecchia corderia…ennesima castronata riminese

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