Sicurezza sui cantieri edili a Rimini

Rimini – Siamo sicuri che i controlli esistano davvero per la sicurezza nei cantieri? In realtà ogni  buon cittadino dovrebbe avere l’accortezza di segnalare le eventuali anomalie alle autorità  competenti. Ma quanti di noi hanno voglia di segnalare che in quel determinato cantiere X vi  sono tanti lavoratori Y che campeggiano su travi basculanti, si arrampicano su grondaie,  montano pali innocenti dotati unicamente di un cinturone da carpentiere? Pochi, diciamo  noi. Caschi di protezione? Neanche l’ombra. Guanti? Troppo ingombranti. Scarpe rinforzate? Troppo costose, si ripiega verso uno scarpone made in Pittarello, ad esempio. Zona Covignano ad angolo con Via Boninsegni. Ecco l’ennesimo cantiere cittadino con due operai che verso mezzogiorno, in barba allo stop obbligatorio fino alle 14, rompono, fissano, inchiodano travi di legno ad una struttura di cemento armato a 3 metri di altezza, bazzecole, direte voi. “Scusa ma il casco?” – “non serve”, risponde il primo con evidente accento pugliese. “E tu invece?” – “qui tutto a posto”, qui invece la flessione dell’accento é tutta dell’est Europa. É evidente che i controlli non possono arrivare dappertutto, ma quanto vale una vita? Perché gli stessi operatori edili non capiscono che é meglio un muratore in regola e attrezzatto, che un manovale a cottimo per pochi euro al giorno?

Redazione

 

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