ValMarecchia: quale visione per il suo futuro?

Rimini – A più riprese abbiamo letto in questi giorni redazionali vari in tema ValMarecchia, o meglio, quale sviluppo in ValMarecchia? Se oggi a far notizia è lo straordinario (per quantità) nevone che ha sommerso letteralmente la valle, qualche giorno addietro abbiamo letto di sindaci montani alleati per lo sviluppo turistico, sindaci vogliosi di maggiori attenzioni alle loro problematiche, sindaci lamentarsi dei lupi e cinghiali per le colture e la pastorizia.
Ci chiediamo: fa più clamore il caso isolato di un pollaio “svaligiato” da una volpe o lupetto, il campo attraversato da un ungulato oppure un territorio abbandonato dalle sue genti nei decenni scorsi causa una politica inefficace? Si punterà il dito agli ex amministratori papalini, ovviamente, ma guarda caso gli stessi ancor oggi siedon lì ora che il territorio è quasi emiliano romagnolo. La cosa che stupisce però è un’altra. Vi sono autori, redattori, freelance che scrivono di questi luoghi ameni, ancor bucolici per certi versi. Stupisce la visione ed i giudizi di alcuni di essi. Fiorello Paci è uno di essi, giornalista riminese domicililiato alle Balze, è capace nella sua rubrica Vivere fra i monti (La Voce) di evocare nei lettori la voglia di quei posti, la voglia di vivere fra i monti. Noi lo ammiriamo. Tuttavia gli ultimi redazionali ci hanno lasciato perplessi, specialmente alcuni passaggi delle interviste ai famosi sindaci di montagna, così li definiamo noi. Si sostiene, in alcuni di essi, che il lupo e i cinghiali sono un danno per la pastorizia esistente e l’attività agricola della valle. Ora, non conosciamo appieno la situazione “silvi-pastorale” alle Balze, ma della ValMarecchia ne sappiamo abbastanza. La pastorizia in valle è praticamente un fenomeno isolato a pochi allevamenti su un territorio decisamente vasto. Insomma, di spazio ve n’è in abbondanza, per l’uomo e l’animale selvatico. Ultimamente, Riminireporter, ha soggiornato per due settimane in quel di Bascio, precisamente in località Poggio al confine con la Toscana (più precisamente il comune di Sestino).
Abbiamo parlato con le persone del luogo, le pochissime attività imprenditoriali presenti, nuovi residenti (dalla Finlandia, Inghilterra gli ultimi), agricoltori, o meglio i superstiti, qualche ristoratore. Specialmente a Gattara, nel comune di Casteldelci, il nuovo gestore della Trattoria da Settimio ha evidenziato la mancanza di produttori locali di formaggio, ad esempio, l’importanza di avere menù di montagna in cui annoverare il cinghiale, ma senza cacciare in maniera spregiudicata la specie. A Poggio invece, comune di Pennabilli, abbiamo conversato con una giovane imprenditrice finlandese (Virpi Virta) residente con la sua attività ricettiva da due anni. La sua visione è totale conservazione della natura, sviluppo del turismo naturalistico al 100%, promozione di tutto il territorio vallivo senza il coinvolgimento degli apparati burocratici (i sindaci, ad esempio, diciamo noi della redazione), tutela della fauna esistente già fortemente minacciata. Effettivamente, dalle finestre del mio appartamento affacciato su Palazzaccio, per 14 giorni è stato possibile vedere un via vai continuo di pandine 4×4 cariche di barbuti montanari armati di carabina. Tre giorni addietro, osservando la neve all’alba, abbiamo avuto la fortuna di vedere, ma non fotografare, una coppia di “bambi” e dietro quello che sembrava un cagnetto spelacchiato. Era il lupo appenninico, decisamente affamato se voleva attaccare quei due bestioni. Una cosa è il lupo siberiano o quello slavo, ma da noi son presenti poche coppie di lupi italici, più piccoli di un pastore tedesco per intenderci. Non sappiamo come sia andata a finire tra i due daini e il nostro lupacchiotto, ma sappiamo benissimo che per i danni all’agricoltura i pastori hanno un fondo regionale a cui attingere per ogni capo di bestiame ucciso, sappiamo che la totalità degli agricoltori vive e campa di PAC (abusandone) poichè manca nei nostri contadini del 2011 una visione imprenditoriale, ma non manca il macchinone. Qualcuno si chiederà cos’è la PAC. Parliamo della Politica Agricola Comunitaria, assistenzialismo puro traduciamo noi da esperti del settore agroalimentare (http://europa.eu/pol/agr/index_it.htm).  Vorremmo anche che il comune di Casteldelci bloccasse il progetto di energia eolica che prevede l’installazione di enormi pale, un esempio di killeraggio paesaggistico. Non si lamentino poi del rumore e dei turisti che non ci sono. Quindi, guardiamo alla ValMarecchia per quel che è: una risorsa da preservare, da non cementificare ulteriormente, da sviluppare nella sua immagine turistica e di territorio, perchè oggi è di questo, e solo questo, che la nostra e mia Valle può e potrà vivere. Delle lamentele dei sindaci che parlano da pastori o agricoltori, onestamente non ne vorremmo più leggere nella rubrica Vivere tra i monti. I cittadini sono i referenti del territorio, non le amministrazioni. E’ una visione della politica antica.

Marco Torri

Redazione Riminireporter

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...